ISOLINA CANUTI
Il femminicidio di Isolina Canuti è un reale fatto di cronaca nera accaduto all'inizio del secolo scorso che all'epoca ha suscitato un grande clamore. Tale vicenda è stata oggetto di un libro inchiesta di Dacia Maraini ("Isolina" Rizzoli, 1° edizione 21 giugno 1995).
A Verona il 16 gennaio 1900, il corpo di Isolina Canuti, giovane amante del tenente Trivulzio, rimasta incinta e morta per procurato aborto, viene ritrovato in riva all'Adige da alcune lavandaie, fatto a pezzi e avvolto nel suo vestito rosso. Le lavandaie pensano che si tratti di affari di contrabbando: "carneinferior per frodar il dazio".
Il tenente Trivulzio, primo sospettato, viene scagionato dopo una frettolosa inchiesta. L'onorevole socialista Mario Todeschini, direttore del quotidiano Verona del Popolo, inizia sul giornale un'inchiesta per dimostrare il coinvolgimento del tenente Trivulzio nell'omicidio, indicando nuove prove e testimoni. L'opinione pubblica si divide in innocentisti e colpevolisti; le tesi sono sostenute dai maggiori quotidiani dell'epoca, Arena di Verona e Corriere della Sera (innocentisti); Verona del Popolo e Gazzettino di Venezia (colpevolisti).
A seguito della querela presentata dal tenente Trivulzio, si apre un nuovo processo per diffamazione, a mezzo stampa, promosso dal tenente Trivulzio contro l'onorevole Todeschini, per tutelare l'onore suo e del 6° reggimento Alpini. Il processo si conclude con la sentenza del 31 dicembre 1901 checondanna l'onorevole Todeschini.
L'opera ripercorre la vicenda partendo dal ritrovamento del cadavere mutilato di Isolina e seguendo ledue fasi processuali. La figura di Isolina, il cui spirito rivive in scena, nel processo viene rinnegata,oltraggiata e, con la condanna finale di Mario Todeschini, rimane senza giustizia, vittima deipreconcetti e della complice solidarietà maschile.

